TPTempo pieno
Silvio Trentin
Aderisci
← Torna alle news
Aggiornamento · 5 settembre

Comunicazione inviata alle istituzioni

Al dirigente scolastico della Scuola Statale Primaria Silvio Trentin, al sindaco Alberto Teso e all’assessore Margherita Michelin.

Desideriamo richiamare la Vostra attenzione sulla mancata attivazione, fin dall’inizio dell’anno scolastico, del servizio mensa e del conseguente orario a tempo pieno presso la scuola primaria “Silvio Trentin” di San Donà di Piave.

Siamo consapevoli delle difficoltà determinate dalla carenza di collaboratori scolastici e non intendiamo sottovalutare la complessità organizzativa che l’Istituto, il Comune e gli uffici competenti sono chiamati ad affrontare.

La situazione, tuttavia, si ripete ormai da più anni e produce conseguenze rilevanti e immediate sulla vita delle famiglie.

Dall’analisi delle circolari scolastiche emerge infatti che:

  • nell’anno scolastico 2024/25 le lezioni sono iniziate l’11 settembre 2024, mentre il servizio mensa e il tempo pieno sono stati attivati soltanto il 9 ottobre: 28 giorni di calendario e 19 giorni effettivi di scuola senza mensa;
  • nell’anno scolastico 2025/26 le lezioni sono iniziate il 10 settembre 2025, mentre il servizio è stato attivato il 29 settembre: 19 giorni di calendario e 13 giorni effettivi di scuola senza mensa.

Complessivamente, nei due anni scolastici analizzati, la scuola è rimasta priva del servizio per 32 giorni effettivi di lezione, distribuiti su 47 giorni di calendario.

La Silvio Trentin è ufficialmente una scuola a tempo pieno di 40 ore settimanali, con attività dal lunedì al venerdì, dalle ore 8:00 alle ore 16:00 e con servizio mensa.

L’uscita anticipata alle ore 13:00 non costituisce quindi una variazione marginale: modifica sostanzialmente il servizio scelto dalle famiglie e compromette la possibilità per molti genitori di rispettare i propri impegni lavorativi.

Le conseguenze concrete sono facilmente comprensibili: richiesta improvvisa di ferie e permessi, riduzione dell’orario di lavoro, costi per baby-sitter o altri servizi, difficoltà nel raggiungere la scuola alle ore 13:00, ricorso obbligato a nonni e familiari e particolari criticità per i nuclei monoparentali o privi di una rete familiare di supporto.

A queste difficoltà si aggiunge la mancata effettuazione del servizio di trasporto scolastico per il rientro a casa. Quando il tempo pieno non è attivo, infatti, viene garantito solamente il trasporto di andata e non quello di ritorno.

Il problema assume una particolare rilevanza proprio per le famiglie che hanno richiesto congiuntamente il tempo pieno e il trasporto scolastico.

Tale scelta dimostra, in modo evidente, l’esistenza di una concreta difficoltà nel recuperare il bambino all’uscita da scuola.

Chiedere a queste famiglie di presentarsi alle ore 13:00 significa privarle contemporaneamente dei due servizi sui quali avevano costruito la propria organizzazione lavorativa e familiare.

Alla difficoltà organizzativa si aggiunge anche un danno economico: l’abbonamento annuale al trasporto scolastico non viene ridotto in proporzione alle giornate nelle quali il servizio di ritorno non è effettuato. Le famiglie si trovano quindi a sostenere il costo integrale di un servizio che, per un numero significativo di giornate, viene erogato soltanto parzialmente.

Riteniamo pertanto necessario che il Comune valuti, oltre all’immediato ripristino del trasporto di ritorno, anche il riconoscimento di una riduzione proporzionale, di un rimborso o di un credito da utilizzare nell’anno successivo per tutte le giornate di servizio non godute.

In un sistema sociale e lavorativo moderno non è più possibile fare implicitamente affidamento su una concezione arcaica della famiglia, secondo la quale un genitore, spesso la donna, dovrebbe rimanere a casa per accudire i figli.

L’organizzazione dei servizi pubblici deve riconoscere che entrambi i genitori hanno responsabilità familiari, professionali e sociali.

La mancata attivazione del tempo pieno rischia invece di produrre una direzione anacronistica, irrispettosa della corresponsabilità genitoriale, delle pari opportunità e del valore generativo – familiare, sociale ed economico – del lavoro di donne e uomini.

Nella pratica, inoltre, sono ancora prevalentemente le madri a essere costrette a ridurre o interrompere il proprio impegno professionale quando viene meno un servizio essenziale.

Chiediamo pertanto che venga individuata con la massima urgenza una soluzione temporanea, in attesa del completamento dell’organico.

Le famiglie necessitano di un programma definito sul quale organizzare il lavoro e la cura dei figli.

In assenza di una soluzione tempestiva e di indicazioni certe, i genitori daranno seguito alle iniziative di sensibilizzazione e alle manifestazioni pacifiche, come portare i nostri bambini a pranzare presso i Vostri uffici per tutto il periodo in cui il servizio non sarà riattivato.

Tali iniziative non intendono porsi in contrapposizione con le istituzioni: vogliono sostenere il Comune, la scuola e gli uffici competenti, rendere pubblicamente visibile l’urgenza del problema e favorire l’individuazione delle risorse necessarie.

Confidiamo pertanto in un intervento coordinato e immediato, affinché una criticità già verificatasi per due anni consecutivi non si ripeta nuovamente a danno dei bambini e delle loro famiglie.

Dai la tua adesione Torna alla homepage